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Progetti acqua - Agrigento - Città Candidata Capitale Italiana della Cultura 2025

Progetti Acqua

Al tema dell’acqua sono dedicati 9 progetti culturali, 3 presentati dalla comunitàlocale e 6 internazionali.

L’elemento dell’acqua comprende al suo interno progetti che hanno una forteconnessione con il mare, dalla creazione di due nuove sale espositive del Museo del Corallo, all’opportunità di scoprire in immersione uno straordinario sito noto in tutto il mondo per la singolare vicenda legata alla sua origine ed alla sua repentina scomparsa; dalla candidatura Unesco dei gesti dell’accoglienza, alla realizzazione di un laboratorio su scala internazionale per l’accoglienza dell’altro, dalla presenza di testimonianze deipopoli del Mediterraneo, alla cultura dell’ascolto come strumento di comprensione.

Fondamentale in questo senso il coinvolgimento del Comune di Lampedusa e di importanti realtà internazionali. Si veda di seguito il programma:

Il progetto “Avenir”

il progetto “Avenir” dell’associazione PEROU, un catamarano lungo 67 e largo

22,50 metri. L’Avenir è uno strumento pionieristico, la prima nave europea

specificamente progettata per il salvataggio in alto mare, una piazza mediterranea,

un luogo di vita collettiva dove si afferma la fraternità e si sperimenta il

multilinguismo; è un laboratorio di ricerca sui futuri desiderabili, una base avanzata

da cui creare le navi e i futuri che continueranno a mancare. Il catamarano, inoltre,

sostiene i gesti di salvataggio, di cura, di benevolenza e di amicizia che si sviluppano

nel momento dell’incontro con chi cerca rifugio in Europa e saprà trasmettere questi

gesti alle generazioni future che conosceranno dei movimenti migratori centuplicati,

come conseguenza degli attuali sconvolgimenti climatici, pandemici, economici e

geopolitici. Avenir, quindi, si propone di inscrivere questi gesti al patrimonio

culturale immateriale dell’umanità e porre così l’ospitalità al centro del progetto

politico e culturale dell’Europa del XXI secolo. Si intende quindi presentare nel 2025

dalle coste di Lampedusa la candidatura all’UNESCO dei gesti dell’accoglienza

come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, attraverso il catamarano

Avenir, il modulo ICH-01 e un film di 5-10 minuti.

Data: gennaio, maggio, ottobre

Il progetto “Hospitium”

l progetto “Hospitium” dell’artista austriaca Tanja Boukal. Il contesto del

cambiamento climatico, i pericoli per la natura e il nostro ecosistema e i conflitti di

diversa origine creati dall’uomo ci chiedono oggi di trovare e ripensare un rispettivo

equilibrio che è sempre a rischio. Un sistema che viene ripetutamente messo in

discussione nella regione del “Libero consorzio comunale di Agrigento” è quello di

un tradizionale clima di ospitalità verso “l’altro”. La partnership tra Agrigento e

l’isola di Lampedusa per il 2025 promuove l’idea di creare un hub, un think tank su

scala internazionale europea nel cuore del Mediterraneo per l’accoglienza dell’altro

– sia in termini di migrazione, di genere, di cultura e di molti altri aspetti della vita.

Gli esseri umani e la loro interazione con l’ambiente e con la società sono i temi

centrali della ricerca artistica di Tanja Boukal. L’artista esplora gli elementi che

trasformano persone comuni in straordinarie, portandole, attraverso la sua opera, al

centro della scena, richiamate dalla marginalità che le sottrae alla nostra attenzione.

Non il singolo individuo in quanto tale, ma piuttosto la sua peculiarità che diventa

rappresentativa – una sorta di archetipo – di una moltitudine di persone che

affrontano, superano e sconfiggono le identiche avversità nel loro percorso. Il

progetto Hospitium, in stretta collaborazione con la curatrice Tina Teufel, mira a

creare un nuovo gruppo di opere site-specific in collaborazione con gli abitanti di

Lampedusa, concentrandosi sul loro punto di vista e sulle loro esperienze. Il titolo

deriva dall’antico concetto greco-romano di ospitalità come diritto divino dell’ospite

e dovere divino dell’ospitante. Obiettivo, a seguito di una residenza a Lampedusa, è

quello di raccogliere le molte storie dell’isola che parlano della migrazione non solo

come porta d’accesso all’Europa, ma anche della storica migrazione dall’isola,

nonché il modo in cui le pratiche locali hanno plasmato il regime migratorio, i suoi

attori e le norme giuridiche che sono state sviluppate negli ultimi tre decenni. Il

lavoro di ricerca servirà poi per la creazione di nuove attività sui temi dell’Hospitium,

di Xenia (presentazioni rispettive tra ospite e ospitante) e il risultato sarà presentato

in una mostra con laboratori aperti che potranno essere il punto di partenza per una

collaborazione sostenibile tra la popolazione locale e le forze ufficiali.

Data: maggio-giugno

Luogo: Teatro Naturale della Cava di Lampedusa (pronto entro la fine del 2023).

Il progetto “Ipervisibilità e invisibilità dei migranti: una prospettiva tra ecologia e tecnologia della comunicazione”

il progetto “Ipervisibilità e invisibilità dei migranti: una prospettiva tra ecologia

e tecnologia della comunicazione” a cura della Prof.ssa Teresa Fiore, Cattedra

Inserra (Montclair State University, New Jersey, USA), ambisce a creare occasioni

di riflessione accademica che abbiano momenti di divulgazione anche tra il pubblico

non esperto. Una tavola rotonda e un momento seminariale più creativo, incentrati

sul territorio agrigentino (da Lampedusa al capoluogo e alla provincia), includono

due figure impegnate sull’argomento da tempo: il Prof. Vetri Nathan (Italian Studies,

Andrew W. Mellon Associate Professor in Global Racial Rutgers University, USA)

attivo nello sviluppo del progetto “Il Mar Mediterraneo – Mare nostrum o un bene di

tutti? – Migrazioni, Ecologia, Biopolitca”, e la Prof.ssa Serenella Iovino (Italian

Studies, University of North Carolina, Chapel Hill) al lavoro su un progetto intitolato

“I migranti invisibili. Una prospettiva non solo umana”. Il secondo binario riguarda

più strettamente le migrazioni, il concetto di appartenenza nazionale e le pratiche

burocratiche che, appellandosi al legame “naturale” di sangue, definiscono le forme

di inclusione/esclusione nello spazio dei diritti. Questo progetto prende spunto da

un’affermazione di uno studente di discendenza italiana in possesso di un passaporto

italiano ottenuto grazie allo ius sanguinis: nello scoprire la condizione subalterna

16

della seconda generazione in Italia, a cui è negato l’accesso alla cittadinanza fino ai

18 anni, lo studente ha chiesto con spontaneità di donare il proprio passaporto a chi

ne avesse bisogno in Italia per avere un riconoscimento completo. Consapevole del

fatto che spesso per i cittadini statunitensi il passaporto non è necessario, ma ha

valore più simbolico, questo progetto intende identificare, insieme a scrittori e artisti,

delle modalità di denuncia dell’iniquità della legge, non in tono polemico, quanto

come molla per un atto di cessione spontanea, e quindi di condivisione. Gli artisti

proposti dalla coordinatrice sono: la scrittrice Valeria Luiselli che da anni scrive

dell’esperienza immigratoria dall’America Latina agli Stati Uniti; Marina Sagona

(concentrata su un progetto su corpo e passaporto), Maria D. Rapicavoli (interessata

a storie di emigrazione storica), Francesco Simeti (attento al devastante intervento

umano nell’ambiente). Questo secondo binario abbraccia un aspetto di produzione

materiale (passaporti riadattati), ma anche uno scambio di storie di chi ha e non ha il

passaporto italiano e che potrebbe avvenire con un supporto digitale.

Data: febbraio-marzo

Luogo: Agrigento

Il progetto “Bansky Humanity Collection”

il progetto “Bansky Humanity Collection”, a cura di Banksy Modeste Collection

prevede la realizzazione di una mostra delle opere dello street artist della BM

Collection. Personaggio tanto mitico quanto misterioso, Banksy si è imposto

all’attenzione del pubblico all’inizio degli anni 2000 con performance artistiche

audaci e sovversive che evocano il suo impegno sociale.

È uno degli artisti contemporanei più famosi del XXI secolo e si è affermato come

una vera e propria star del movimento della street art, pur rimanendo anonimo. La

mostra verrà presentata nei locali di un’associazione sociale, nello spirito dell’artista,

l’ingresso alla mostra sarà libero per consentire l’accesso a tutti. I visitatori potranno

contribuire, attraverso donazioni o con l’acquisto della serigrafia prodotta in

occasione della mostra. Il ricavato verrà messo a bando e destinato al soggetto che

presenterà il progetto migliore per l’inclusione, la coesione e le pari opportunità nei

bambini che vivono in contesti svantaggiati (3-14 anni).

Data: aprile

Luogo: Agrigento

Il Progetto Mirror

Il progetto “The Mirror” della curatrice Basak Senova. La regione mediterranea ha

sempre generato e orchestrato una comprensione molto particolare e diversificata

dell’immaginazione attraverso processi associativi inaspettati. A questo proposito, il

principale obiettivo curatoriale del progetto è quello di incorporare l’accoppiamento

e il rispecchiamento di produzioni di arti visive e musica contemporanea come una

forte esperienza unitaria. In questo modo, tale esperienza rispecchierebbe anche

diverse discipline, oltrepassando i confini di arte, scienza, tecnologia, psicologia,

sociologia, architettura, matematica, medicina e molte altre. I partners proposti dalla

curatrice sono: European Mediterranean Art Association, Cipro; Rooftop Theatre

Group, Cipro; Riwaq Centre for Architectural Conservation, Palestina; National

Museum of Modern Art, Zagreb; Darat al Funun, Jordan; SAHA Association,

Istanbul.

Data: agosto

Luogo:Agrigento

Il progetto “L’isola Ferdinandea”.

il progetto “L’isola Ferdinandea”. Nel luglio del 1831, un’eruzione sottomarina

portò alla formazione di un vulcano tra le coste sud-occidentali della Sicilia; ma

quando la lava aveva quasi raggiunto la superficie, l’eruzione si estinse ed in

superficie rimase un isolotto. La nascita di una nuova terra in un’area strategica come

il canale di Sicilia fu sufficiente a scatenare interessi territoriali da parte dei Borbone,

degli inglesi e dei francesi, che si affrettarono a piantare bandiere nell’isolotto appena

emerso, al quale ognuno diede un nome diverso: isola Ferdinandea i Borbone,

Graham island gli Inglesi ed isola Giulia i Francesi. Ma l’isoletta, composta

esclusivamente da sabbie e scorie pomicee, scomparve alle prime mareggiate

invernali, lasciando i contendenti privi dell’oggetto del contendere.

Nel corso di alcune crociere oceanografiche, effettuate dall’Assessorato ai Beni

culturali della Regione Siciliana in materia di geologia marina, sui resti dell’effimera

isola, si è scoperto che Ferdinandea fa parte assieme ad altri vulcani sottomarini di

un grande complesso vulcanico battezzato nel 2006 Empedocle dal Dott. Domenico

Macaluso, Ispettore onorario dell’Assessorato BBCC. Questo grande seamount è uno

straordinario ecosistema ricco di biodiversità, con paesaggi sottomarini unici, dove

il nero basalto contrasta con la ricca vegetazione sottomarina e con giovani

concrezioni coralline, nei cui anfratti trovano rifugio e sostentamento pesci di varie

specie, crostacei e spugne.

 Il progetto vuole offrire ai turisti, dotati di brevetto di sommozzatore sportivo,

l’opportunità di potere visitare in immersione l’isola Ferdinandea. Si mette a

disposizione dei sommozzatori: il trasferimento in barca fino alla sede

dell’immersione, equipaggiamento per l’immersione (gruppo ARA con bombola,

muta, erogatori e GAV) e assistenza di un dive-master per garantire la sicurezza.

Inoltre, per i più esperti è riservata una esclusiva immersione all’interno del cratere

di un piccolo vulcano, il MAC 06, sinora inesplorato dal pubblico, per conoscere

un’altra dimensione della Sicilia, egualmente ricca di storia e di paesaggi

incontaminati: quella sottomarina.

Data: maggio-settembre

Luogo: Sedi della Lega Navale di Porto Empedocle e di Sciacca

il Progetto “La cultura dell’ascolto”

il progetto “La cultura dell’ascolto”, a cura del Klangforum Wien. Accogliere esseri

umani e custodire le preziosità naturali figurano tra le priorità e sfide più cruciali per

la società civile. Il comune denominatore tra l’accoglienza e la custodia è la cultura

dell’ascolto.

Il Klangforum Wien, diretto da Peter Paul Kainrath, uno degli ensemble di punta a

livello mondiale per quanto riguarda la musica contemporanea, propone di

interfacciarsi con le più varie realtà musicali e non del tessuto urbano di Agrigento

con il comune obiettivo di far vivere ed intendere la musica contemporanea come

una dimensione magica della cultura dell’ascolto. Il progetto si compone di tre fasi:

nella prima, il Klangforum Wien (23 musicisti più direttore d’orchestra) sarà in

residenza per 2 settimane per esplorare le sonorità della città di Agrigento tra i canti

popolari smarriti e i rumori contemporanei della vita urbana, reagendo ad esse in

delle improvvisazioni spontanee sparse per tutta la città; a seguire si organizzerà una

open call aperta a giovani compositrici e compositori del Mediterraneo che, tramite

una selezione fatta da una giuria internazionale, mira alla commissione di 4 nuove

opere che tematizzano in termini musicali i 4 principi di Empedocle (acqua, aria,

terra, fuoco) come elementi caratterizzanti dell’identità di Agrigento. Nell’ultima

fase, il Klangforum Wien presenterà il proprio progetto SYMPOSION ispirato da

Platone: sette ore di musica contemporanea, intersecate con degustazioni di vino che

mirano all’ebbrezza ed il colloquio libero ispirato dall’ascolto di suoni inauditi.

Data: novembre-dicembre

Luogo: Agrigento

Il progetto del Museo Nocito del corallo di Sciacca

il progetto del Museo Nocito del corallo di Sciacca. La corsa alla raccolta del corallo

di Sciacca, avvenuta nello specchio acqueo nelle vicinanze del vulcano Empedocle,

ha creato una città multiculturale galleggiante che è vissuta dal 1875 fino allo scoppio

della Prima guerra mondiale. Questa città galleggiante e le sue propaggini nei porti

della Sicilia meridionale sono un esempio straordinario di storie e di intrecci di

uomini provenienti da ogni angolo del mediterraneo e che per decenni hanno vissuto

una storia ed un’avventura comune che ha creato fortune, culture comuni etc.

Il Museo propone di realizzare una nuova ala per raccontare questa particolare

sfaccettatura della storia. Il progetto prevede la realizzazione di due nuove sale di cui

una multimediale, che permetteranno la riorganizzazione espositiva del Museo

attraverso la realizzazione di una sezione dedicata alla cultura del mare nata in quel

periodo, che diventeranno mostra permanente ed esempio imperituro di corale

collaborazione della gente di mare proveniente da culture diverse.

Data: marzo

Luogo: Museo Nocito del Corallo, Sciacca

Il progetto “Il Museo dei relitti di Lampedusa”.

Il progetto proposto da S.E.A.P.

S.r.l. mira al recupero dei relitti abbandonati nell’isola di Lampedusa, molti dei quali

sono espressione di posti lontani, spesso colorati ed abbelliti dai colori dell’Africa e

da iscrizioni in lingua araba. Si propone quindi di creare un’area di deposito

preliminare, con le adeguate autorizzazioni regionali (P.A.U.R.), al fine di recuperare

e depositare temporaneamente tutti i relitti abbandonati in mare. Sarà creata una zona

museale dove gli Enti preposti potranno far confluire le imbarcazioni in legno più

caratteristiche, al fine di utilizzare il legno per creare piccole/grandi opere d’arte,

piccole infrastrutture civili e opere di abbellimento per l’isola e per la città di

Agrigento a testimonianza della vicinanza inclusiva e non della distanza escludente.

Data: settembre-ottobre

Luogo: Lampedusa